martedì 17 dicembre 2019

#29-I numeri della cosa

Prima di ricercare affinità con numerologie esoteriche è possibile individuare facilmente alcuni collegamenti relativi alla struttura e alla storia dello xun: 

-10 è il numero di fori che contraddistingue l'ultimo esemplare di xun modificato da Zhang Liangshan, per ovviare all'impossibilità di riprodurre i toni bassi.

-8 sono le categorie di suddivisione del sistema Bayin, che vede lo xun all'interno della categoria "terra".

-7000 a.C. è approssimativamente l'anno in cui fu ritrovato il primo esemplare di xun



Per quanto riguarda la numerologia possiamo far riferimento alle più differenti classificazioni:

-2 questo numero rappresenta l'equilibrio e lo yin-yang nella numerologia cinese: lo xun infatti è considerato, con la sua dolce e pacata melodia, simbolo di equilibrio e unione.

-23 nella smorfia napoletana indica una nuova amicizia in arrivo, segno di buon auspicio. Lo xun è simbolo del legame fraterno che lega due amici, di qui l'immediato collegamento col numero in questione.

-55 altro numero proveniente dalla smorfia napoletana, si riferisce alla musica e di nuovo assume una connotazione positiva: sognare di cantare o suonare infatti indica una percezione del mondo serena e ottimistica

#28-Il protagonista della cosa

Il miglior rappresentante dello xun è Zhao Liangshan, uno degli artisti più famosi relativamente a questo strumento. Nacque nel 1939 nella Contea di Heishan, situata nella provincia di Liaoning e si diplomò al Central Conservatory of Music di Pechino nel 1963. Si trasferì al dipartimento di musica dell'università di Xiamen nel 1986. Divenne membro dell'Associazione Musicisti Cinesi e prese parte all'orchestra nazionale cinese. Morì nel 2011. 

Qui di seguito trovate i link ad alcuni dei suoi pezzi più famosi: 

In quest'interpretazione dell'Ave Maria di Schubert l'artista fonde perfettamente la cultura cinese con quella occidentale:

#27-Il museo della cosa

Se dovessi ideare un museo dello xun organizzerei le sale in modo da creare un percorso che permetta ai visitatori di conoscere meglio la cultura cinese a partire da questo antico strumento. Quello che sembra un semplice oggetto di terracotta in realtà reca numerosi riferimenti alla spiritualità, alla storia e alla cultura di un popolo poco noto alla maggior parte degli occidentali.

Il nucleo principale del museo, escludendo servizi igienici e biglietteria, vede al suo centro una sala  ovale, dedicata allo xun: i pannelli relativi a storia, fabbricazione e perfezionamento dello strumento fanno da contorno a esemplari conservati in teche e disposti in ordine cronologico. Ci sarà poi una sezione che illustra le varie fasi di creazione dello xun, a partire dalla miscela di argilla fino ad arrivare alla cottura dell'impasto.




La disposizione delle sale successive è simmetrica:
-Il padiglione relativo alla spiritualità approfondisce il legame dello xun con la musica rituale, illustrando la correlazione con il confucianesimo.
-Vi è poi una sala dedicata alle opere che ritraggono lo xun, con approfondimenti sui luoghi in cui sono state ritrovate, in modo da conferire un quadro geografico più dettagliato che permetta al visitatore di orientarsi in un territorio così vasto come quello cinese.
-Il terzo spazio è interattivo: si potranno ascoltare brani riprodotti con lo xun a proprio piacimento, accolti da un'atmosfera rilassante in cui è prevista la presenza di un angolo del tè, di comode poltrone e di un giardino zen, per poter apprezzare a pieno la filosofia cinese che vede nella calma un punto di forza.
-L'ultima sala è pensata per avvicinare i più piccoli alla cultura orientale: ci saranno dei laboratori in cui i bambini potranno cimentarsi nella creazione di uno xun in argilla assistiti dallo staff del museo. 

lunedì 16 dicembre 2019

#26-La cosa sui francobolli

Nonostante non sia stato facile reperire francobolli che rappresentassero lo xun è interessante notare come in base allo stato di emissione l'immagine riportata raffiguri una diversa interpretazione di questo strumento a seconda del Paese di origine.
E' inoltre possibile individuare un filo conduttore che lega le diverse immagini: dalla Macedonia alla Papua Nuova Guinea, passando per il Cossovo, in tutti gli stati l'idea che si vuole veicolare è quella di uno strumento arcaico, antico, ricco di tradizione e legato alla storia dell'uomo.


Repubblica macedone, data di emissione: 4 giugno 2014
E' visibile lo xun nella sua forma primitiva, uno degli esemplari più antichi
considerato alla stregua di reperto archeologico
Cossovo, data di emissione: 31 agosto 2004
Lo xun è stilizzato e rappresentato sotto forma di disegno;
rispetto alla versione tradizionale cinese lo strumento raffigurato sul francobollo è dotato di
un'imboccatura per facilitare l'emissione del fiato e rendere più regolare il suono



Fonti:

#25-La cosa a casa

Durante uno dei viaggi lavorativi di mia madre in Cina, a cui ho avuto il piacere di partecipare, le fu donato uno xun da parte di un musicista con cui collaborava. Da allora lo conserviamo gelosamente come ricordo di momenti piacevoli da un lato, ma dall'altro come testimonianza di un paese che anno dopo anno sembra perdere la propria identità culturale, sostituendo alla tradizione un'innovazione sfrenata, senza il minimo riguardo per l'antico. 
Dal 2015 il nostro xun è appoggiato al pianoforte e non smette mai di suscitare curiosità e stupore negli ospiti, che quasi mai riescono ad attribuire un'identità a quel pezzo di terracotta forata. Giorno dopo giorno ci ricorda di non dimenticarci mai delle nostre radici, a costo di apparire in un primo momento strani e indecifrabili, saremmo ancora meglio capaci di rendere apprezzabili le nostre qualità, proprio come lo xun: alla vista semplice ed esteticamente poco gradevole, ma in grado di produrre una soave melodia. 



#24-La cosa nel cinema


Per quanto concerne lo xun nel cinema ho selezionato un film d'animazione giapponese, "Il mio vicino Totoro" (titolo originale となりのトトロ).
Anno: 1988
Regia: Hayao Miyazaki
Casa produttrice: Studio Ghibli

La vicenda è ambientata nel 1958 in Giappone e si articola intorno alle vite di un professore universitario e delle sue due figlie: per poter stare più vicini alla madre delle ragazze, ricoverata in ospedale per una lunga malattia, i tre si trasferiscono in una vecchia casa di campagna.
All'interno della nuova dimora le bambine scoprono l'esistenza di alcune creature soprannaturali, assimilabili a spiritelli amichevoli, con cui iniziano ad intrattenere un rapporto sempre più affiatato.
Una delle due sorelle instaura un legame molto stretto con Totoro, lo spirito dei boschi, che sarà di aiuto nelle "piccole-grandi" avversità che le bambine dovranno fronteggiare. Il film si conclude con la guarigione della madre accolta nuovamente a casa dal calore della sua famiglia, sotto gli occhi amorevoli di Totoro.


Lo xun è visibile all'interno di questa pellicola a partire dal minuto 1:01:15 in cui Totoro cerca di insegnare come suonare alle due bambine. Dietro una scena apparentemente giocosa si cela il profondo legame di questo strumento con la natura, ulteriormente ribadito anche nel cartone. Totoro, lo spirito dei boschi, incarna infatti il rapporto immateriale che unisce l'uomo alla natura sin dalla tenera età: il fatto che l'animaletto suoni proprio lo xun è un chiaro riferimento alle origini più profonde dello strumento, che in accordo alla classificazione Bayin rispecchia il legame con la terra. 










#23-La cosa nella letteratura

Relativamente allo xun nella letteratura ho scelto un romanzo contemporaneo che, seppur citandolo brevemente, ha contribuito ad una maggior conoscenza di questo strumento. Il libro in questione è "Città Decadenti" di Jia Pingwa, pubblicato nel 1993 in Cina (successivamente tradotto in inglese) e oggetto di una feroce censura, che lo vide bandito per oltre 17 anni a causa di contenuti sessualmente espliciti. 

L'autore del romanzo, uno dei più celebri contemporanei cinesi, arricchisce ogni singola pagina della sua pungente e sferzante ironia, creando un romanzo erotico che affonda le proprie radici nella parodia e nella satira, non risparmiando critiche alla società capitalistica in perenne fermento economico in cui vive. Il libro tratta degli intrighi sessuali e legali che coinvolgono uno scrittore cinese, e approfondisce il suo degrado psichico dalla prima all'ultima pagina, delineando un ritratto fedele della Cina post moderna. Da qui si capisce che la censura che si abbatté su Jia Pingwa non fu esclusivamente frutto dei contenuti sessualmente espliciti: dietro questa motivazione si nasconde l'interesse di preservare e conservare  l'immagine retta ed austera del governo locale. 

"...Gli disse che Zhuang Laoshi aveva aperto un negozio di libri a fianco al museo e disse che avrebbero dovuto fare un salto per vedere che tipo di libri trattassero e per mostrare a Zhuang Laoshi che loro si interessavano a quello che faceva. Zhou rispose con impazienza: "Non ho tempo. Puoi andarci tu se vuoi".  Non fece nient'altro che suonare lo xun sulle mura della città e dormire. Lei lo ignorò scocciata...."

"...Quella notte la luna splendeva come i riflessi dell'acqua. Come al solito Zhou Min andò alle mura della città per suonare il suo xun. Wan'er chiuse il cancello ed entrò per un bagno. Poi, dopo aver indossato la camicia da notte sul suo corpo nudo, andò fuori e si sedette sulla poltrona sotto l'albero di pere...."